Abolizione del Libretto di idoneità sanitaria in Italia

In Italia il decreto legislativo 155/1997, che ha recepito la Direttiva europea 43/93 sull’igiene dei prodotti alimentari, ha modificato il quadro legislativo: in particolare rende responsabile il titolare dell’azienda dell’obbligo di informazione e aggiornamento del proprio personale alimentarista. In seguito a questo decreto, quindi, molte Regioni e Province autonome hanno modificato la normativa sul libretto sanitario per alimentaristi.

 

Le iniziative regionali

La Regione Lazio nel 1996, ha emesso la circolare 1332 che stabilisce le modalità per il rilascio del libretto: un colloquio (o questionario) per la valutazione delle conoscenze, una visita medica specifica e la vaccinazione antitifico paratifica. In seguito, la Legge regionale 11 Settembre 2003, n. 29 ha esonerato i farmacisti dall’obbligo del libretto sanitario.

Anche la Regione Puglia, in base alla Legge regionale 7 marzo 2003, n.4, ha esonerato i farmacisti dall’obbligo del libretto sanitario.

 

L’Umbria, con la Delibera della Giunta regionale 13 luglio 2000, n. 758, ha sospeso le procedure di rinnovo dei libretti di idoneità sanitaria.

Anche la Calabria, con la Delibera della Giunta regionale 27.03.2001, n. 271, ha sospeso in via provvisoria  le procedure di rilascio e rinnovo dei libretti di idoneità sanitaria, e ha approvato le “Linee di indirizzo vincolanti riguardanti il superamento del libretto di idoneità sanitaria”

Il Piemonte, con la Delibera della Giunta regionale 19 novembre 2001, n. 42-4511, ha sospeso in via sperimentale le procedure di rinnovo e rilascio dei libretti sanitari. La Delibera della Giunta regionale 23 ottobre 2003, n. 23-10718 ha poi disposto la sospensione a tempo indeterminato delle procedure di rinnovo e rilascio dei libretti sanitari da parte delle Asl, a partire dal 1.1.2004, e ha dato mandato alla Direzione sanità pubblica di definire le linee guida per lo svolgimento delle attività di formazione da parte del dipartimento di Prevenzione.

La Provincia autonoma di Trento, con la Delibera della Giunta provinciale 21 giugno 2002, n.1401 197, ha sospeso temporaneamente, dal 1 luglio 2002, le procedure per il rilascio o il rinnovo del libretto di idoneità sanitaria per alimentaristi. La delibera ha dato mandato all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di verificare la frequenza ai corsi di formazione in materia igienico sanitaria organizzati per gli addetti, e di fare in modo che le risorse non più dedicate al rilascio e al rinnovo del libretto sanitario siano impiegate nello snellimento delle procedure per altre attività e per lo sviluppo di ulteriori funzioni di vigilanza e controllo in materia di igiene e sanità.

Nella Provincia autonoma di Bolzano la Legge provinciale 13 gennaio 1992, n. 1, integrata dall’art. 42 della Legge provinciale 11 agosto 1998, n. 9, ha sospeso temporaneamente il rilascio e il rinnovo del libretto di idoneità sanitaria e ha attribuito al medico igienista di distretto il compito di valutare, per la profilassi della malattie infettive diffusive, e «in luogo del rinnovo del libretto di idoneità sanitaria», le misure adottate nell’ambito dell’autocontrollo dal responsabile dell’industria alimentare relativamente all’igiene del personale.

In Basilicata la Legge regionale 27 gennaio 2005, n. 5 ha sospeso a tempo indeterminato l’obbligo del libretto sanitario per gli alimentaristi. La Delibera della Giunta regionale 23 marzo 2005, n. 728 ha poi specificato le modalità sui corsi di formazione e aggiornamento per gli alimentaristi, da tenersi a cura dei Servizi igiene alimenti e nutrizione dei dipartimenti di Prevenzione delle aziende sanitarie competenti.

La Regione Marche, con la Delibera della Giunta regionale 10.12.2002, n. 2173, dispone che le Aziende Usl sospendano a tempo indeterminato il rinnovo del libretto sanitario per gli alimentaristi subordinandolo alla formazione. Inoltre invita i Servizi di igiene alimenti e nutrizione delle Asl a collaborare con le associazioni di categoria interessate per sostenere percorsi di formazione destinati al personale alimentarista e per valutarne l’efficacia. Viene inoltre regolamentato il rilascio e sono esclusi «coloro i quali maneggiano gli imballaggi contenenti le singole unità di vendita confezionate o comunque per i quali non sussiste la possibilità di contatto con gli alimenti».

La Regione Valle d’Aosta, con la Delibera della Giunta regionale 22 novembre 2004, n.4197 (documento non presente nel database), approva le linee guida per l’individuazione dei criteri della formazione degli alimentaristi in seguito alla sospensione della normativa riguardante il libretto di idoneità sanitaria stabilita dalla Delibera della Giunta regionale 8 luglio 2002, n.2507.

 

La strada più drastica: l’abolizione

Altre Regioni invece di sospendere le procedure di rilascio e rinnovo del libretto hanno preferito abolirlo.

È il caso della Toscana: la Legge regionale 12 maggio 2003, n. 24 ha stabilito che gli alimentaristi in Toscana non sono tenuti ad acquisire il libretto di idoneità sanitaria, e ha rimandato al Piano regionale di sorveglianza su alimenti e bevande per la verifica dell’effettivo rispetto delle regole di igiene alimentare, in particolare per il controllo sulla formazione effettuata dai responsabili e dagli addetti delle imprese alimentari. La legge prevede comunque che il libretto venga rilasciato a chi esercita l’attività in Regioni dove è richiesto.

L’Emilia Romagna ha seguito l’esempio della Toscana: con la Legge regionale 24 giugno 2003, n. 11 e la suarelazione di accompagnamento ha soppresso l’obbligo del libretto di idoneità sanitaria e del suo rinnovo. La Giunta regionale si è riservata di definire i contenuti, le modalità di svolgimento e la periodicità dei corsi formativi e di aggiornamento, e di individuare i soggetti autorizzati a effettuare la formazione e l’aggiornamento e a rilasciare la relativa attestazione. Le aziende sanitarie locali sono comunque tenute a rilasciare il libretto a chi esercita l’attività in Regioni dove è richiesto. Inoltre con la Delibera della Giunta regionale 1 marzo 2004, n. 342si approvano i criteri e le modalità organizzative e le modalità dei corsi di formazione e aggiornamento per alimentaristi e delle iniziative formative rivolte alla popolazione.

Anche la Lombardia ha seguito la strada dell’abolizione: in base alla Legge regionale 4 agosto 2003 n. 12, le Asl lombarde non possono più rilasciare il libretto sanitario per alimentaristi, che non costituisce più un obbligo per la professione. A differenza di altre Regioni, la Lombardia ha dunque soppresso non solo l’obbligo del libretto, ma anche il libretto stesso. La formazione e l’aggiornamento degli alimentaristi sono stati dichiarati a carico del datore di lavoro, mentre i dipartimenti di prevenzione delle Asl sono tenuti a verificarne periodicamente l’adeguatezza. La Regione ha inoltre prodotto una relazione d’accompagnamento e una circolare per chiarire il provvedimento, e, nel novembre del 2003, un monitoraggio della sua applicazione. Questo documento ha ricapitolato i risultati della legge (diminuzione del 99% dei certificati per alimentaristi nel primo semestre del 2003) e le iniziative delle singole Asl.

Le norme introdotte da Toscana, Emilia Romagna e Lombardia sono state impugnate dal Presidente del Consiglio dei ministri (insieme alla Legge regionale 11 Settembre 2003, n. 29 del Lazio che esonera i farmacisti dall’obbligo del libretto sanitario). Il ricorso è stato però respinto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 162 del 2004.

Il cammino della Liguria è stato invece graduale: la Delibera della Giunta regionale 08.07.2004, n. 735 ha sospeso fino al 30 giugno 2005 le procedure di rilascio e rinnovo del libretto di idoneità sanitaria. In seguito, laDelibera della Giunta regionale 16 giugno 2006, n. 602 ha prorogato la sospensione fino al 30 giugno 2007. Infine, la Delibera della Giunta Regionale n. 1609 del 29/12/2006 ha definitivamente abolito le procedure di rilascio e rinnovo del libretto, tranne i casi in cui venga richiesto per esercitare l’attività in altre Regioni.

In Veneto, la Legge regionale 19 dicembre 2003, n. 41 ha stabilito fra l’altro che gli accertamenti sanitari e la relativa certificazione in materia di disciplina igienica di produzione e vendita di sostanze alimentari e bevande sono sostituiti da misure di autocontrollo, formazione e informazione, salvo esplicita richiesta degli interessati. L’Azienda Ulss 20 di Verona ha prodotto poi un’indagine sugli effetti organizzativi dell’applicazione della L.R. 41/2003 che riporta un’analisi dell’applicazione e degli effetti prodotti dalla Lr 41/2003 sui carichi lavorativi e sull’organizzazione dei Dipartimenti di prevenzione della Regione Veneto, e un’analisi dell’impatto dell’abolizione dei Lisa, che riporta un’analisi dell’impatto dell’abolizione dell’obbligatorietà dei libretti sanitari per gli alimentaristi nella Regione Veneto, sia in termini di organizzazione e utilizzo delle risorse sia in termini di variazione del numero di tossinfezioni alimentari dopo l’introduzione della legge.

In Friuli Venezia Giulia, con la Legge regionale 18 agosto 2005, n.21, sono state temporaneamente sospese le procedure per il rilascio e il rinnovo del libretto di idoneità sanitaria per alimentaristi. Viene inoltre stabilito che le aziende per i servizi sanitari verifichino l’applicazione della normativa. LEGGI ANCHE: CORSI in FVG

In Sardegna, la Delibera della Giunta regionale 10 febbraio 2005, n.4/14 (documento non presente nel database) approva il disegno di legge riguardante la soppressione dell’obbligo per gli alimentaristi di munirsi del libretto di idoneità sanitaria, fissando le «nuove misure di tutela e di prevenzione delle malattie trasmissibili attraverso gli alimenti».

In Sicilia, la Legge regionale 19 maggio 2005, n. 5 ha soppresso l’obbligo per gli alimentaristi di munirsi del libretto di idoneità sanitaria, rinviando, per l’osservanza delle norme igieniche, al Decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155.

Infine, anche l’Abruzzo ha abolito il libretto di idoneità sanitaria previsto per gli alimentaristi (vedi il testo delProgetto di legge 0495/04, documento non presente nel database), fissando criteri e modalità di organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento in igiene degli alimenti destinati agli operatori del settore.

Per quanto riguarda la Regione Campania, la Delibera della Giunta regionale 26 giugno 2004, n 932, con i suoidocumenti allegati, ha stabilito le procedure per il rilascio o rinnovo del libretto: visita medica mirata, eventuali accertamenti complementari e interventi integrativi. In particolare, per alcune categorie di lavoratori, come per esempio i tabaccai e i farmacisti, si stabilisce che non è giustificato il possesso del libretto di idoneità sanitaria. In seguito, il Decreto dirigenziale 23 febbraio 2005, n.46 e i relativi allegati (allegato A e allegato Bdocumenti non presenti nel database) hanno annunciato l’inizio di un percorso che porterà alla graduale abolizione del libretto e l’avvio di iniziative di formazione. In particolare, al momento il rilascio o rinnovo del libretto è sostituito dall’attestato di formazione. Dal 1 gennaio 2007 non vengono rilasciati né rinnovati i libretti.

 

Nessun provvedimento

Infine, l’unica Regione che non ha preso provvedimenti rispetto alla normativa nazionale sul rilascio o rinnovo del libretto è il Molise.


L’articolo è una sintesi tratta dal sito www.epicentro.iss.it, alla pagina: http://www.epicentro.iss.it/ebp/lisa.asp

 

dott.  Carlo Lattanzio

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ANDAMENTO DELLE MATATTIE TRASMESSE ATTRAVERSO GLI ALIMENTI 2013

Le infezioni da Campylobacter si sono stabilizzate, in calo quelle da Salmonella, in aumento quelle da Listeria. La relazione sul 2013 in Europa dell’Efsa/Ecdc

Al primo posto tra le cause di infezioni di origine alimentare più diffusa nell’Unione europea troviamo Il Campylobacter, ma il numero dei casi si è stabile, dopo una continua crescita negli ultimi anni, come sono in calo quelle causate da Salmonella e da Yersinia Enterocolitica. Sono invece aumentate le infezioni provocate da Listeria e da Escherichia Coli. Questi sono i principali dati che presenti nella Relazione di sintesi dell’Unione europea su tendenze e fonti di zoonosi, agenti zoonotici e focolai di tossinfezione a trasmissione alimentare registrate nel 2013, curata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). La relazione si basa sui dati raccolti dai 28 Paesi dell’Unione e da altri quattro Stati: Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein.

I casi di infezione da Campylobacter, provocati soprattutto dalla carne di pollo, erano cresciuti dal 2007 al 2011, diminuendo l’anno successivo, mentre nel 2013 si sono stabilizzati con 214.779 casi segnalati.

Tra il 2012 e il 2013 le infezioni da Listeria sono aumentate dell’8,6%, proseguendo la crescita registrata negli ultimi cinque anni. Questo dato “è motivo di grande preoccupazione”. Infatti, anche se il numero è relativamente basso (1.763), Si trattano di casi particolarmente preoccupanti, in quanto le infezioni da Listeria notificate sono per lo più forme gravi, con tassi di mortalità più elevati rispetto alle altre malattie a trasmissione alimentare (MTA). Questa infezione si contrae principalmente attraverso i cibi pronti e può essere mortale tra la popolazione di anziani e pazienti immunodepressi. Se il numero di infezioni segnalate cresce, il batterio della Listeria è stato raramente rilevato al di sopra dei limiti legali di sicurezza negli alimenti pronti al consumo.

I casi di infezione da E.coli sono aumentati del 5,9%, rispetto al 2012, mentre quelli da Salmonella sono diminuiti del 7,9%, per l’ottavo anno consecutivo, facendo registrare 82.649 segnalazioni. Infine, la Yersiniosi, che è la terza zoonosi più comunemente riferita nell’Unione europea, ha proseguito la sua diminuzione in corso da cinque anni e nel 2013, con 6.471 casi, è scesa del 2,8% rispetto al 2012.


dott.  Carlo Lattanzio

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LE MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DEVONO AVERE UN MANUALE DI AUTOCONTROLLO? I VOLONTARI DEVONO FARE I CORSI HACCP?

Il sistema HACCP e la Formazione degli addetti alle feste paesane, fiere, sagre, manifestazioni sportive, eventi di beneficenza  e simili.

 


Questo approfondimento nasce dalle  frequenti domande che mi vengono poste inerenti l’autocontrollo alimentare e il sistema HACCP in relazione ad attività come  eventi temporanei.

Le “manifestazioni temporanee” sono eventi organizzati da privati oppure da enti pubblici, che si svolgono, per un periodo di tempo limitato ad uno o più giorni, su aree private oppure su aree pubbliche di cui il Comune abbia concesso la disponibilità.

Le attività di preparazione e somministrazione di alimenti in occasione di manifestazioni temporane, benché sia difficile inquadrarle nella mentalità di ognuno come luoghi di lavoro, devono, al pari di tutte le attività dove vengono manipolati alimenti, rispettare delle norme igienico-sanitarie così come dispone la Normativa HACCP, a partire dal Regolamento 178/02 che definisce l’impresa alimentare come “ ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti”.

L’avvio delle attività temporanee di commercio e di somministrazione  è soggetto a SCIA

Trattandosi comunque di attività commerciali ciascuno dei partecipanti alla manifestazione è tenuta a presentare la SCIA temporanea di avvio dell’attività al comune dove s’intende effettuare l’evento.

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Notifica dell’Impresa Alimentare ai fini della registrazione

In caso di vendita e/o somministrazione di alimenti e bevande, deve essere presentata anche la comunicazione per manifestazioni temporanee, ai fini della sicurezza alimentare, all’azienda sanitaria competente per territorio. Serve quindi un’autorizzazione temporanea. Di norma di questo se ne occupa l’apposito ufficio comunale a cui viene inoltrata la SCIA (ufficio che inoltra quindi la richiesta all’azienda sanitaria).

 

Formazione degli addetti alle feste, fiere, sagre, ed eventi di beneficenza.Sagra_patata

Infine la Direzione Centrale Salute, Integrazione Sociosanitaria e Politiche sociali  ha precisato che, vista la temporaneità e la saltuarietà degli eventi, la formazione degli addetti alla manipolazione degli alimenti nell’ambito di attività come feste, fiere, sagre, eventi di beneficenza ecc., possa ritenersi assolta con la presa visione e la sottoscrizione del documento “Norme di corretta igiene per la manipolazione di alimenti e bevande” (con nota prot. 2929/SPS-APREV del 12.2.2010).

 


Se hai bisogno di assistenza durante l’organizzazione del tuo evento contattami senza esitazione.

 

dott.  Carlo Lattanzio

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COSA SONO I CORSI HACCP?

Perché possedere l’attestato HACCP? 

Cosa sono i corsi di formazione in materia di sicurezza ed igiene degli alimenti? Cosa sono gli operatori e gli addetti al settore alimentare?


Tutte le persone che per lavoro, in un modo o nell’altro, entrano in contatto con degli alimenti possono contaminarli e causare malattie ai consumatori finali. Questi devono perciò conoscere le regole principali dell’igiene e della sicurezza alimentari. Per questo motivo i titolari e i lavoratori devono obbligatoriamente frequentare dei corsi di formazione in materia di sicurezza ed igiene degli alimenti (Riferimenti normativi: art. 5 della L.R. 18 agosto 2005 n. 21 e Regolamento CE n. 852/2004, Allegato II, Capitolo XII, punto 1, e del Regolamento CE n. 852/2004, Allegato II, Capitolo XII, punto 2).

La normativa si applica a tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione fino alla somministrazione, parliamo quindi di agricoltori, operai dell’industria alimentare, pasticcieri, baristi, cuochi. Ma non solo, anche categorie insospettabili, come i farmacisti, commercianti e autotrasportatori.


  • Perchè i corsi sono “obbligatori”?

In seguito all’abolizione dell’obbligo relativo al “libretto di idoneità sanitaria”, la normativa regionale per il Friuli Venezia Giulia prevede che tutte le persone coinvolte in attività riconducibili al settore alimentare ricevano un’adeguata formazione al fine di garantire una corretta gestione della sicurezza alimentare (L.R. n°21 del 18.08.2005 – Art.5).

Con la formazione obbligatoria l’attenzione si sposta sulla professionalità del singolo individuo coinvolto nelle attività piuttosto che sulla sola idoneità sanitaria dello stesso, come previsto precedentemente dal vecchio “libretto”.

La Direzione Centrale Salute e Prevenzione Sociale della Regione Friuli V.G. con il Protocollo n°9916 / SPS-VETAL del 12.05.2008, ha emanato le linee guida per l’attuazione dei corsi di formazione obbligatori (Linee guida formazione osa-fvg_ts 08 e allegato_formazione). Si evidenzia che la mancata formazione è sanzionabile amministrativamente con pene pecuniarie rilevanti.

“Il primo passo da compiere per mettere in regola la propria Azienda dell’Industria Alimentare e i propri addetti”


La normativa individua  due categorie di figure:

o    Responsabili della elaborazione, gestione e applicazione dell’autocontrollo (a cui è richiesto il corso “OSA8”);

o    Addetti alla produzione, preparazione, somministrazione e distribuzione degli alimenti (a cui è richiesto il corso “OSA3”).


Il corso è rivolto a titolari, legali rappresentanti e/o delegati  responsabili in imprese della “somministrazione, produzione e trasformazione complessa”

La durata del corso è di 8 ore, validità 5 anni.

Al Responsabile dell’Industria Alimentare è assegnato il compito di valutare eventuali criticità presenti all’interno della filiera alimentare e quindi sapere proporre misure efficaci per la riduzione dei rischi eventualmente accertati, il tutto deve essere descritto nel manuale HACCP relativo alla Azienda. Per l’importanza e le responsabilità che un tale ruolo comportata è quindi necessario che il datore di lavoro assegni tale incarico a una persona con caratteristiche e conoscenze adeguate in materia di igiene alimentare. Si consiglia che questo ruolo venga ricoperto direttamente dal titolare dell’attività.


Ai lavoratori è richiesto il corso per addetti alle manipolazioni alimentari a rischio addetti alle lavorazioni in imprese della “somministrazione, produzione e trasformazione complessa” .

La durata del corso rivolto agli Addetti del Settore Alimentare  è di 3 ore, validità 2 anni

L’attestato è valido a tutti gli usi di legge solo dopo che il Responsabile incaricato abbia superato un test che certifichi l’avvenuta formazione HACCP necessaria a poter svolgere al meglio un così delicato incarico.

Corso HACCP, diventa un professionista nella sicurezza alimentare


  • L’attestato HACCP

In entrambi i casi l’attestato rilasciato è valido a tutti gli usi di legge, però solo dopo aver superato un test che certifichi l’avvenuta formazione HACCPL’attestato è la prova che siamo in grado di proteggere la salute di chi entrerà in contatto con gli alimenti che abbiamo lavorato o maneggiato.

Attualmente la legge richiede obbligatoriamente il possesso dell’attestato HACCP, senza il quale non è permesso lavorare nell’industria alimentare, tanto che in tutti i casi viene richiesto come requisito fondamentale in sede di assunzione.


  • Anche i minorenni devono fare il corso?

Sì, ma esclusivamente coloro che abbiano già assolto l’obbligo scolastico (cioè concluso il primo biennio delle scuole superiori).


dott.  Carlo Lattanzio

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FORMAZIONE DEI RESPONSABILI DELL’ELABORAZIONE, GESTIONE ED APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE DI AUTOCONTROLLO (HACCP) – OSA 8 (8 ORE)

Formazione dei responsabili dell’elaborazione, gestione ed applicazione delle procedure di autocontrollo (HACCP) – OSA8 (8 ore)

 

Durata
8 ore totali in due lezioni da 4 ore ciascuna. Orario indicativo: mattino 9.00 – 13.00 oppure pomeriggio 14.00 – 18.00.

 

Finalità
Assolvere l’obbligo formativo previsto dalle leggi vigenti ed acquisire le competenze necessarie alla corretta elaborazione, gestione ed applicazione pratica delle procedure di autocontrollo (HACCP).

 

Destinatari
Responsabili (O.S.A. come da Reg. 852/04/CE Art.5 Par.1 oppure persona delegata formalmente) di imprese dei seguenti settori alimentari:

  • Somministrazione: bar, caffetterie, osterie, ristoranti, pizzerie, somministrazione ambulante.
  • Trasformazione, produzione e somministrazione complessa: panifici, gelaterie, macellerie, gastronomie, ristorazione collettiva, catering, aziende produttive varie.


Pre-requisiti

Nessuno. Si consiglia di verificare le proprie procedure di autocontrollo prima del corso, al fine di permettere al docente di contestualizzare meglio gli argomenti.

Metodologia e materiale didattico
Presentazione degli argomenti da parte del docente con l’ausilio di videoproiettore ed illustrazione di esempi pratici, eventuale consulto in aula di leggi e/o norme. A supporto della lezione verrà resa disponibile una dispensa dedicata.

 

Docenti
Qualificato ed in conformità alle leggi vigenti. Posseggo una preparazione specifica in materia di igiene degli alimenti e delle bevande derivante da titoli di studio specialistici e comprovata esperienza nel settore dell’igiene agro alimentare.

 

Programma

  • Obblighi e responsabilità dell’ Operatore del Settore Alimentare (O.S.A.)
  • Pericoli e rischi alimentari e loro prevenzione. Conservazione degli alimenti lungo la filiera
  • Metodi di autocontrollo e principi del sistema HACCP. Le principali parti costitutive del piano di autocontrollo. Metodo di identificazione dei punti critici, loro monitoraggio, azioni correttive e verifiche periodiche. I prerequisiti operativi (GMP)
  • Esempi applicativi di individuazione dei punti critici, loro controllo e monitoraggio
  • Riferimenti legislativi: Reg. 852/04/CE, Reg. 853/04/CE; Reg. 854/04/CE; Art. 5 L.R. 21/2005
  • Test finale di valutazione del grado di apprendimento dei partecipanti.

 

Attestati 

Attestato di partecipazione con esito favorevole, in seguito al superamento della prova valutativa (prevista per legge) e presenza per almeno l’80% delle ore di corso previste; normalmente il test è organizzato in quesiti a risposta multipla (crocette).


Quota d’iscrizione: € 80

La quota comprende il materiale didattico a supporto del corso.
Corso mono-aziendale da quotare.


dott.  Carlo Lattanzio

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