QUANDO E’ OBBLIGATORIA LA DOCCIA NEL PUBBLICO ESERCIZIO?

SERVONO LE DOCCE PER I DIPENDENTI DI UN BAR O DI UN RISTORANTE / PIZZERIA?

 


Uno dei problemi ricorrenti che ci ti terrorizza quando stiamo per apre il nostro pubblico esercizio è quello di essere sicuri di rispettare tutti i requisiti strutturali e igienico sanitari…… da qui spesso mi si chiede se sia necessario installare una doccia in questa o quella nuova impresa.

La questione non si è rivelata di semplice soluzione……ma vediamo e valutiamo insieme…..

Innanzitutto consideriamo Dusche-cut-w025-h025l’ELENCO DELLE ATTIVITA’ INSUDICIANTI PER LE QUALI E’ NECESSARIO LA DOTAZIONE DI DOCCE (DPR 215/88): Ristoranti, Rosticcerie, Laboratorio panificazione, Palestre, Dormitori pubblici / asili notturni, Pubblico spettacolo , Attività in industrie alimentari, (…

Se sei elencato tra questi devi avere una doccia, se sei ancora in dubbio o vuoi altre spiegazioni continua con l’articolo…


Consideriamo poi la delibera 2117 16 novembre 2013, che tra le tante norma i requisiti igienico sanitari dei luoghi di lavoro (di cui direttiva 123/2006/CE). Riporto estratto, come da allegato alla delibera 2117:

DOCCE AD USO DEI DIPENDENTI:  Le docce sono obbligatorie per le lavorazioni che espongono a rischio di insudiciamento o imbrattamentoQualora necessaria, va realizzata, di norma, 1 doccia ogni 8 dipendenti; devono essere previsti locali separati per sesso, oppure deve essere garantita l’utilizzazione separata degli stessi.

1.2. REQUISITI E DOTAZIONI

Le docce realizzate negli spogliatoi devono essere separate tramite pareti o box chiusi a tutta altezza e dotate di singola aspirazione forzata. Deve essere garantito l’accesso diretto dal locale spogliatoio alla doccia.

 

Ma cosa vuol dire insudiciamento o imbrattamento?

In una linea guida del 2011 redatta dall’AAS di Trieste si specifica:

Le docce sono obbligatorie per le lavorazioni che espongono a rischio di insudiciamento o imbrattamento, pertanto anche per le attività svolte nelle cucine ed ove vengono effettuate attività di preparazione alimentare assimilabili alle attività di cucina, con trattamento a caldo. 

 

Sei un’osteria o una pieria e tratti alimenti a caldo in una cucina/laboratorio? si?….ti serve una doccia.  Sei un bar e hai solo un forno e una tostiera…….non ti serve la doccia!……ma continuiamo.

 

Il D.Lgs. 81/08 all’ALLEGATO IV REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO prescrive:

1.13. Servizi igienico assistenziali  1.13.2. Docce 

1.13.2.1. Docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori quando il tipo di  attività o la salubrità lo esigono

1.13.2.2. Devono essere previsti locali per docce separati per uomini e donne o un’utilizzazione separata degli stessi. Le docce e gli spogliatoi devono comunque facilmente comunicare tra loro. 

1.13.2.3. I locali delle docce devono essere riscaldati nella stagione fredda ed avere dimensioni sufficienti per permettere a ciascun lavoratore di rivestirsi senza impacci e in condizioni appropriate di igiene. 

1.13.2.4. Le docce devono essere dotate di acqua corrente calda e fredda e di mezzi detergenti e per asciugarsi.

 

Riporto anche una risposta del Ministero del lavoro in merito alla necessità delle docce

Ministero del Lavoro – Commissione interpelli  (Interpello n. 4 – Nota Prot. 37/0007882/MA007.A001 del 2 maggio 2013)

Il datore di lavoro assolve all’obbligo di mettere a disposizione del lavoratore i servizi igienico – assistenziali nel luogo di lavoro o nelle sue immediate vicinanze, purché tali servizi, anche se non in uso esclusivo, siano fruibili dai lavoratori liberamente, facilmente e senza aggravio di costo per loro e nel rispetto delle norme igieniche.

 

Secondo me tutto gira intorno alle parole insudiciamento o imbrattamento.

Nel dizionario italiano le parole citate vogliono dire:

  • insudiciàrsi: rendere lercio, sporcarsi, lordarsi, imbrattarsi (ti sei tutto insudiciato);
  • Imbrattare: macchiare, sporcare qualcuno, con liquidi o sostanze appiccicose.

 

Considerato quanto detto dalle normative bisogna ovviamente prendere in considerazione il tipo di attività che si andrà a svolgere. Fatti le seguenti domande:

1) Durante il lavoro c’è la possibilità d’imbrattamento dell’indumento di lavoro?

2) Le condizioni igieniche potrebbero dare origine alla necessità di una doccia?  (dopo una giornata di 8-10 ore il mese di agosto l’eccessiva sudorazione ci porterà alla necessità di lavarsi?)

3) Sono presenti polveri, fumi, vapori untuosi ecc.?  in ragione del tipo di lavoro, potrei ben dire di si…

4) E’ possibile il contatto con sostanza biologiche? (sangue, liquidi contaminati?)

Se avete totalizzato 3 o più “SI” ci sono ragionevoli motivi per fornire la doccia.

Diciamo che, gli spogliatoi servono per cambiarsi d’abito e la doccia, in prevalenza, per non indossare un abito pulito da sporchi.

Nemmeno discutere sul fatto che i servizi igienici devono essere previsti!

 


Contattami se vuoi una perizia precisa del tuo locale e una relazione dettagliata di quali sono le tue reali necessità….per non incappare in inutili sanzioni!

dott.  Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE
SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI


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dott.  Carlo Lattanzio

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QUALI SONO LE PRINCIPALI LEGGI DI RIFERIMENTO RELATIVE ALLA SICUREZZA ALIMENTARE E ALL’IGIENE DEGLI ALIMENTI?

LA NORMATIVA SULLA SICUREZZA ALIMENTARE


La legislazione in campo alimentare viene emanata dalla Comunità Europea per poi essere recepita ed integrata all’interno degli ordinamenti nazionali in modo da garantire così la libera circolazione di alimenti sani e sicuri e quindi la tutela della salute e del benessere dei cittadini. Bisogna tenere comunque in considerazione diverse norme e leggi.

Dal primo gennaio 2006 è in vigore a livello Europeo il cosiddetto “Pacchetto Igiene”,  serie di regolamenti comunitari destinati a rivoluzionare il quadro normativo della sicurezza alimentare  e a diventare l’attuale normativa di riferimento riguardo l’igiene della produzione degli alimenti e dei controlli a cui essi devono essere sottoposti.

Al Regolamento 178/02, in vigore dal gennaio 2005 e che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, hanno fatto seguito i seguenti  Regolamenti:

o   Reg. 852/04, sull’igiene dei prodotti alimentari e sulle nuove modalità di applicazione del sistema HACCP;

o   Reg. 853/04, che stabilisce specifiche norme per gli alimenti di origine animale;

o   Reg. 854/04, sui controlli ufficiali da eseguire su alimenti di origine animale;

o   Reg. 882/04 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali.

 Il pacchetto igiene conferma i contenuti del Decreto Legislativo 155/1997 sostituito dal Regolamento CE 852/2004 chiarendoli ed ampliandoli e va a definire alcuni concetti fondamentali relativi all’igiene dei prodotti alimentari. I concetti fondamentali sono:

o   Responsabilità oggettiva delle organizzazioni costituenti la catena alimentari, della produzione primaria sino al consumo dell’alimento;

o   Analisi del rischio come elemento fondamentale della legislazione alimentari ed applicazione dell’HACCP;

o   Principio di precauzione, per cui in presenza di una possibilità di effetti dannosi per la salute possono essere adottate misure provvisorie di gestione del rischio;

o   Dinamicità dei concetti e nella differenziazione delle metodologie relative all’igiene degli alimenti.

  • A chi si applica il Pacchetto Igiene?

Ad es. a macellerie, pescherie,  gelaterie,  pasticcerie, panifici, pizzerie, trattorie, ristoranti, gastronomie, banchi del fresco alimentare.


Se hai bisogno di informazioni contattami o inviami una email. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

dott.  Carlo Lattanzio

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COSA SONO I CORSI HACCP?

Perché possedere l’attestato HACCP? 

Cosa sono i corsi di formazione in materia di sicurezza ed igiene degli alimenti? Cosa sono gli operatori e gli addetti al settore alimentare?


Tutte le persone che per lavoro, in un modo o nell’altro, entrano in contatto con degli alimenti possono contaminarli e causare malattie ai consumatori finali. Questi devono perciò conoscere le regole principali dell’igiene e della sicurezza alimentari. Per questo motivo i titolari e i lavoratori devono obbligatoriamente frequentare dei corsi di formazione in materia di sicurezza ed igiene degli alimenti (Riferimenti normativi: art. 5 della L.R. 18 agosto 2005 n. 21 e Regolamento CE n. 852/2004, Allegato II, Capitolo XII, punto 1, e del Regolamento CE n. 852/2004, Allegato II, Capitolo XII, punto 2).

La normativa si applica a tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione fino alla somministrazione, parliamo quindi di agricoltori, operai dell’industria alimentare, pasticcieri, baristi, cuochi. Ma non solo, anche categorie insospettabili, come i farmacisti, commercianti e autotrasportatori.


  • Perchè i corsi sono “obbligatori”?

In seguito all’abolizione dell’obbligo relativo al “libretto di idoneità sanitaria”, la normativa regionale per il Friuli Venezia Giulia prevede che tutte le persone coinvolte in attività riconducibili al settore alimentare ricevano un’adeguata formazione al fine di garantire una corretta gestione della sicurezza alimentare (L.R. n°21 del 18.08.2005 – Art.5).

Con la formazione obbligatoria l’attenzione si sposta sulla professionalità del singolo individuo coinvolto nelle attività piuttosto che sulla sola idoneità sanitaria dello stesso, come previsto precedentemente dal vecchio “libretto”.

La Direzione Centrale Salute e Prevenzione Sociale della Regione Friuli V.G. con il Protocollo n°9916 / SPS-VETAL del 12.05.2008, ha emanato le linee guida per l’attuazione dei corsi di formazione obbligatori (Linee guida formazione osa-fvg_ts 08 e allegato_formazione). Si evidenzia che la mancata formazione è sanzionabile amministrativamente con pene pecuniarie rilevanti.

“Il primo passo da compiere per mettere in regola la propria Azienda dell’Industria Alimentare e i propri addetti”


La normativa individua  due categorie di figure:

o    Responsabili della elaborazione, gestione e applicazione dell’autocontrollo (a cui è richiesto il corso “OSA8”);

o    Addetti alla produzione, preparazione, somministrazione e distribuzione degli alimenti (a cui è richiesto il corso “OSA3”).


Il corso è rivolto a titolari, legali rappresentanti e/o delegati  responsabili in imprese della “somministrazione, produzione e trasformazione complessa”

La durata del corso è di 8 ore, validità 5 anni.

Al Responsabile dell’Industria Alimentare è assegnato il compito di valutare eventuali criticità presenti all’interno della filiera alimentare e quindi sapere proporre misure efficaci per la riduzione dei rischi eventualmente accertati, il tutto deve essere descritto nel manuale HACCP relativo alla Azienda. Per l’importanza e le responsabilità che un tale ruolo comportata è quindi necessario che il datore di lavoro assegni tale incarico a una persona con caratteristiche e conoscenze adeguate in materia di igiene alimentare. Si consiglia che questo ruolo venga ricoperto direttamente dal titolare dell’attività.


Ai lavoratori è richiesto il corso per addetti alle manipolazioni alimentari a rischio addetti alle lavorazioni in imprese della “somministrazione, produzione e trasformazione complessa” .

La durata del corso rivolto agli Addetti del Settore Alimentare  è di 3 ore, validità 2 anni

L’attestato è valido a tutti gli usi di legge solo dopo che il Responsabile incaricato abbia superato un test che certifichi l’avvenuta formazione HACCP necessaria a poter svolgere al meglio un così delicato incarico.

Corso HACCP, diventa un professionista nella sicurezza alimentare


  • L’attestato HACCP

In entrambi i casi l’attestato rilasciato è valido a tutti gli usi di legge, però solo dopo aver superato un test che certifichi l’avvenuta formazione HACCPL’attestato è la prova che siamo in grado di proteggere la salute di chi entrerà in contatto con gli alimenti che abbiamo lavorato o maneggiato.

Attualmente la legge richiede obbligatoriamente il possesso dell’attestato HACCP, senza il quale non è permesso lavorare nell’industria alimentare, tanto che in tutti i casi viene richiesto come requisito fondamentale in sede di assunzione.


  • Anche i minorenni devono fare il corso?

Sì, ma esclusivamente coloro che abbiano già assolto l’obbligo scolastico (cioè concluso il primo biennio delle scuole superiori).


dott.  Carlo Lattanzio

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COS’E’ IL MANUALE DI AUTOCONTROLLO?

Cos’è il Manuale di Autocontrollo?

Lo chiamano anche piano HACCP o manuale HACCP


La normativa sulla sicurezza alimentare stabilisce che chiunque tratti, in qualsiasi modo o maniera, cibi e bevande, a prescindere da quale sia il momento all’interno della filiera alimentare, in cui avvenga tale trattamento debba produrre un Manuale di Autocontrollo.

Introdotto dal Regolamento 852/04/CE, tale manuale, a cura del Responsabile Industria Alimentare, deve necessariamente contenere tutte le informazioni su quali siano le procedure igienico sanitarie adottate dall’azienda alimentare rispetto il sistema di autocontrollo HACCP.

Ogni azienda alimentare ha delle caratteristiche strutturali e produttive differenti dalle altre; pertanto anche il manuale deve essere realizzato “su misura” al fine della sua reale utilità e garanzia della sicurezza alimentare.

Lo si può considerare un’estensione, simile, a tema di quello che è  il documento valutazione rischi (la cui redazione è anch’essa obbligatoria in base al D. Lgs. 81/08), ma riguardante l’igiene degli alimenti e non la salute e la sicurezza dei lavoratori.

  • Cosa contiene?

Parte dall’analisi dell’attività, analizza i vari momenti del ciclo produttivo, individua tutti i punti in cui possono verificarsi incidenti capaci di danneggiare il prodotto e predispone tutte le misure di controllo necessarie per individuare le anomalie prima che si verifichino e prendere i relativi provvedimenti.

Chiedi un preventivo per realizzare il manuale della tua azienda e ricordati che devi utilizzare questo strumento costantemente per migliorare il servizio ai clienti e per collaborare attivamente con il NAS o con l’ASL in sede di verifica dell’attività.

  • Il Manuale deve essere presente in azienda da subito?

In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto a redigere il Manuale di Autocontrollo prima dalla data di inizio della propria attività, come del resto la formazione OSA. In caso che l’attività si già più che avviata il Manuale dovrebbe già essere presente in azienda.

l Manuale HACCP deve essere, inoltre, regolarmente aggiornato!

Se, per un qualsiasi motivo, il Responsabile Industria Alimentare non fosse in grado di redigere il Manuale di autocontrollo della tua impresa, chiama subito per una consulenza altamente professionale sulla redazione dello stesso. I Manuali da me redatti superano sempre i rigorosi controlli dell’Azienda per i Servizi Sanitari!

dott.  Carlo Lattanzio

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FORMAZIONE DEGLI ADDETTI DEL SETTORE ALIMENTARE AL FINE DI PREVENIRE LE MALATTIE TRASMESSE DA ALIMENTI – OSA3 (3 ORE)

Formazione degli addetti del settore alimentare al fine di prevenire le malattie trasmesse da alimenti – osa3 (3 ore)

Durata
3 ore. Orario indicativo: mattino 9.30 – 12.30 oppure pomeriggio 14.30 – 17.30

Finalità
Assolvere l’obbligo formativo previsto dalle leggi vigenti tramite un breve intervento, opportunamente equilibrato tra nozioni teoriche ed esempi pratici.

Destinatari
Addetti che operano nel settore alimentare in attività: industriali, artigianali, commerciali, addetti a preparazione, trasformazione, confezionamento, somministrazione di alimenti e/o bevande, venditori o trasportatori di alimenti deperibili confezionati e non confezionati (es. rosticceri, baristi, camerieri gelatai, pescivendoli, casari, macellai, pizzaioli, panificatori, addetti a banconi salumi, ambulanti, ecc…)

Pre-requisiti
Nessuno.

Metodologia e materiale didattico
Presentazione degli argomenti da parte del docente con l’ausilio di videoproiettore ed illustrazione di esempi pratici, eventuale consulto in aula di leggi e/o norme. A supporto della lezione verrà resa disponibile una dispensa dedicata.

Docenti
Qualificato ed in conformità alle leggi vigenti. Sono in possesso di una  preparazione specifica in materia di igiene degli alimenti e delle bevande derivante da titoli di studio specialistici e comprovata esperienza nel settore dell’igiene agro alimentare.

Programma
Nozioni di igiene alimentare e delle principali malattie trasmissibili attraverso gli alimenti. Nozioni inerenti l’igiene della persona, attrezzature ed ambienti di lavorazione. Riferimenti legislativi: Reg. 852/04/CE, Reg. 853/04/CE; Reg. 854/04/CE; Art. 5 L.R. 21/2005.
Test finale di valutazione del grado di apprendimento dei partecipanti.

Attestati
Attestato di partecipazione con esito favorevole, in seguito al superamento della prova valutativa (prevista per legge); normalmente il test è organizzato in quesiti a risposta multipla (crocette).

Quota d’iscrizione: € 50
La quota comprende il materiale didattico a supporto del corso.
Corso mono-aziendale da quotare.

 


dott.  Carlo Lattanzio

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FORMAZIONE DEI RESPONSABILI DELL’ELABORAZIONE, GESTIONE ED APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE DI AUTOCONTROLLO (HACCP) – OSA 8 (8 ORE)

Formazione dei responsabili dell’elaborazione, gestione ed applicazione delle procedure di autocontrollo (HACCP) – OSA8 (8 ore)

 

Durata
8 ore totali in due lezioni da 4 ore ciascuna. Orario indicativo: mattino 9.00 – 13.00 oppure pomeriggio 14.00 – 18.00.

 

Finalità
Assolvere l’obbligo formativo previsto dalle leggi vigenti ed acquisire le competenze necessarie alla corretta elaborazione, gestione ed applicazione pratica delle procedure di autocontrollo (HACCP).

 

Destinatari
Responsabili (O.S.A. come da Reg. 852/04/CE Art.5 Par.1 oppure persona delegata formalmente) di imprese dei seguenti settori alimentari:

  • Somministrazione: bar, caffetterie, osterie, ristoranti, pizzerie, somministrazione ambulante.
  • Trasformazione, produzione e somministrazione complessa: panifici, gelaterie, macellerie, gastronomie, ristorazione collettiva, catering, aziende produttive varie.


Pre-requisiti

Nessuno. Si consiglia di verificare le proprie procedure di autocontrollo prima del corso, al fine di permettere al docente di contestualizzare meglio gli argomenti.

Metodologia e materiale didattico
Presentazione degli argomenti da parte del docente con l’ausilio di videoproiettore ed illustrazione di esempi pratici, eventuale consulto in aula di leggi e/o norme. A supporto della lezione verrà resa disponibile una dispensa dedicata.

 

Docenti
Qualificato ed in conformità alle leggi vigenti. Posseggo una preparazione specifica in materia di igiene degli alimenti e delle bevande derivante da titoli di studio specialistici e comprovata esperienza nel settore dell’igiene agro alimentare.

 

Programma

  • Obblighi e responsabilità dell’ Operatore del Settore Alimentare (O.S.A.)
  • Pericoli e rischi alimentari e loro prevenzione. Conservazione degli alimenti lungo la filiera
  • Metodi di autocontrollo e principi del sistema HACCP. Le principali parti costitutive del piano di autocontrollo. Metodo di identificazione dei punti critici, loro monitoraggio, azioni correttive e verifiche periodiche. I prerequisiti operativi (GMP)
  • Esempi applicativi di individuazione dei punti critici, loro controllo e monitoraggio
  • Riferimenti legislativi: Reg. 852/04/CE, Reg. 853/04/CE; Reg. 854/04/CE; Art. 5 L.R. 21/2005
  • Test finale di valutazione del grado di apprendimento dei partecipanti.

 

Attestati 

Attestato di partecipazione con esito favorevole, in seguito al superamento della prova valutativa (prevista per legge) e presenza per almeno l’80% delle ore di corso previste; normalmente il test è organizzato in quesiti a risposta multipla (crocette).


Quota d’iscrizione: € 80

La quota comprende il materiale didattico a supporto del corso.
Corso mono-aziendale da quotare.


dott.  Carlo Lattanzio

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