CONGELAMENTO, AUTOCONTROLLO E METODO HACCP

Congelare alimenti e preparazioni in proprio negli esercizi pubblici: è possibile? Con quali accorgimenti?

Moltissimi pubblici esercizi che visito durante i miei sopralluoghi conservano alimenti congelati che hanno prodotto  in proprio, spesso senza indicazioni sulla confezione, quasi sempre senza l’ausilio di un abbattitore di temperatura per raffreddare gli alimenti cotti e molti titolari cascano dal pero quando gli faccio notare i loro errori. Ma come fare a congelare le nostre preparazioni, rispettare le norme e non far male al nostro cliente?

raspberry-683053_640

Ad esempio Francesca poco tempo fa mi chiede “se io cucino la peperonata e poi la metto in frigo se arrivano i controlli cosa mi dicono? ah e io raccolgo anche i frutti nel bosco e li congelo“…. sorrido…ma torniamo a noi.

Innanzitutto diciamo che nel Regolamento CE 852/04, principale riferimento normativo in materia,  non vi è una vera e propria definizione di “alimento congelato”, ma l’argomento  viene solo brevemente accennato al punto 6 del capitolo IX allegato II, dove viene indicato “… se i prodotti devono essere conservati o serviti a bassa temperatura, è necessario raffreddarli il più rapidamente possibile, al termine del trattamento termico, o dell’ultima fase di preparazione se non è applicato un trattamento termico, ad una temperatura che non provochi rischi per la salute”.

Ne traiamo una prima conclusione: che i prodotti cotti che dovranno essere congelati devono essere raffreddati prima del processo, per prolungare la durata del prodotto rispettando le norme di buona prassi igienica. Fondamentale quindi possedere  un abbattitore termico o “abbattitore di temperatura”.

Nel manuale di autocontrollo inoltre deve essere presente una sezione dedicata, in cui sia scritta la corretta procedura di utilizzo dello strumento,  il tempo impiegato a raggiungere la temperatura prevista al cuore del prodotto, il processo di scongelamento, e simili. Tutto ciò ha lo scopo di fornire all’autorità di competenti garanzie oggettivamente valutabili in sede di controllo.

Torniamo alla mia cliente a cui ho risposto “cara Francesca ti serve un abbattitore di temperatura per la peperonata” (mi ha fatto una faccia sgomenta) “e i mirtilli e i funghi meglio se lasciamo stare sai……comunque ti ho dato un paio di consigli pratici nel manuale di autocontrollo che ti ho fatto……” anche lei ha sorriso.

Alla cara Francesca ho dato le indicazioni adatte al suo ristorante e alle sue necessità, ma ognuno ha le sue differenze ed esigenze).

Grossomodo, se intendete congelare alimenti nel vostro esercizio, potete seguire queste indicazioni:

  • Le modalità trattamento devono garantire il raggiungimento di basse temperature in poco tempo;2888692080_2b6d3a8d21_b
  • Gli alimenti devono essere riposti in idonei contenitori;
  • L’alimento congelato “in proprio” non potrà essere commercializzato, ma solamente utilizzato per le successive lavorazioni e la somministrazione presso la struttura che l’ha prodotto;
  • Occorre che i semilavorati congelati preparati in loco siano confezionati opportunamente e che riporti in modo indelebile alcune informazioni (come indicato nel manuale di autocontrollo)
  • Non possono assolutamente essere congelati avanzi e alimenti in cattivo stato di conservazione;
  • L’OSA che voglia quindi congelare alimenti di origine animale e non, tal quali, preparati o trasformati deve comunicarlo preventivamente, specificando nella documentazione allegata alla SCIA gli strumenti utilizzati e come intende gestire l’intero processo;
  • Infine alcune informazioni al consumatore: è obbligatorio dare comunicazione al consumatore dell’avvenuto congelamento/scongelamento.

Ti posso essere utile a tenerti aggiornato con le normative e non rischiare di incorrere in gravose sanzioni.

Contattami per poterti offrire un servizio di assistenza personalizzata!

dott. Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE
SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI


Prima di stampare, pensa all’ambiente

© E’ vietata la riproduzione di ogni sua parte senza formale autorizzazione

LE MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DEVONO AVERE UN MANUALE DI AUTOCONTROLLO? I VOLONTARI DEVONO FARE I CORSI HACCP?

Il sistema HACCP e la Formazione degli addetti alle feste paesane, fiere, sagre, manifestazioni sportive, eventi di beneficenza  e simili.

 


Questo approfondimento nasce dalle  frequenti domande che mi vengono poste inerenti l’autocontrollo alimentare e il sistema HACCP in relazione ad attività come  eventi temporanei.

Le “manifestazioni temporanee” sono eventi organizzati da privati oppure da enti pubblici, che si svolgono, per un periodo di tempo limitato ad uno o più giorni, su aree private oppure su aree pubbliche di cui il Comune abbia concesso la disponibilità.

Le attività di preparazione e somministrazione di alimenti in occasione di manifestazioni temporane, benché sia difficile inquadrarle nella mentalità di ognuno come luoghi di lavoro, devono, al pari di tutte le attività dove vengono manipolati alimenti, rispettare delle norme igienico-sanitarie così come dispone la Normativa HACCP, a partire dal Regolamento 178/02 che definisce l’impresa alimentare come “ ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti”.

L’avvio delle attività temporanee di commercio e di somministrazione  è soggetto a SCIA

Trattandosi comunque di attività commerciali ciascuno dei partecipanti alla manifestazione è tenuta a presentare la SCIA temporanea di avvio dell’attività al comune dove s’intende effettuare l’evento.

images (1)

Notifica dell’Impresa Alimentare ai fini della registrazione

In caso di vendita e/o somministrazione di alimenti e bevande, deve essere presentata anche la comunicazione per manifestazioni temporanee, ai fini della sicurezza alimentare, all’azienda sanitaria competente per territorio. Serve quindi un’autorizzazione temporanea. Di norma di questo se ne occupa l’apposito ufficio comunale a cui viene inoltrata la SCIA (ufficio che inoltra quindi la richiesta all’azienda sanitaria).

 

Formazione degli addetti alle feste, fiere, sagre, ed eventi di beneficenza.Sagra_patata

Infine la Direzione Centrale Salute, Integrazione Sociosanitaria e Politiche sociali  ha precisato che, vista la temporaneità e la saltuarietà degli eventi, la formazione degli addetti alla manipolazione degli alimenti nell’ambito di attività come feste, fiere, sagre, eventi di beneficenza ecc., possa ritenersi assolta con la presa visione e la sottoscrizione del documento “Norme di corretta igiene per la manipolazione di alimenti e bevande” (con nota prot. 2929/SPS-APREV del 12.2.2010).

 


Se hai bisogno di assistenza durante l’organizzazione del tuo evento contattami senza esitazione.

 

dott.  Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE
SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI

 


Prima di stampare, pensa all’ambiente

© E’ vietata la riproduzione di ogni sua parte senza formale autorizzazione

GLI UTENSILI A NORMA HACCP: UTENSILI IN LEGNO. IN RISTORAZIONE SI POSSONO UTILIZZARE CEPPI, TAGLIERI, MESTOLI E SIMILI PER IL CONTATTO CON GLI ALIMENTI?

I taglieri di legno sono sicuri? Quali sono i rischi quando il legno viene a contatto con gli alimenti? Come devono essere i taglieri a norma? Come pulirli correttamente? Devono essere di un colore specifico?


GUARDA ANCHE: Sicurezza alimentare e utensili in legno. Ne parla Carlo Lattanzio a Tempo & Denaro su Rai 1


Spesso ricevo email o mi viene chiesto dai clienti assistiti se è legale utilizzare taglieri, ceppi, attrezzature, arredo, ecc. in legno nella ristorazione. Per rispondere a questa frequente domanda mi sono ripromesso di pubblicare il presente articolo.

download

I taglieri in legno così come gli utensili realizzati nello stesso materiale sono molto funzionali in cucina, ma chiaramente dopo l’ utilizzo vanno sanificati  nel modo corretto e necessitano delle opportune cure, dal momento che il legno, essendo un materiale molto poroso, assorbe i liquidi, soprattutto se usurato, creando un substrato ottimale per la proliferazione dei germi, oltre al fatto che potrebbe puzzare e macchiarsi.

Vanno adottati quindi  i comuni criteri di igiene: risciacquo accurato dopo l’uso, rimozione dei detriti di cibo, lavaggio con acqua calda e detersivo, asciugatura prima dell’utilizzo successivo.Fin qui potreste commentare pensando “banale!”.


  • LA NORMATIVA

Il legno è un materiale che, dal punto di vista alimentare, in Italia non è regolamentato, diversamente da paesi come la vicina Slovenia, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Olanda.

Comunque in tutti gli altri Stati europei, Italia inclusa, il rispetto dei Regolamenti 1935/2004/CE (che stabilisce il principio di non inquinamento dell’alimento) e 2023/06/CE obbligano il produttore ad effettuare la “valutazioni del rischio”.  Chi  produce a livello industriale o artigianale e vende  articoli in legno deve quindi valutare tutti i rischi che potrebbero derivare dai suoi prodotti. In  parole semplici chi commercializza articoli in legno è tenuto ad eseguire prove di cessione di contaminanti al fine di garantire l’assenza di possibili contaminazioni.

Verifica che sia presente questo simbolo sul tagliere (o altri utensili):

Bisogna anche dire che non esistono, che io sappia ad oggi, pareri negativi espliciti circa l’utilizzo del legno come materiale destinato al contatto  alimentare. Ci sono diversi pareri positivi a supporto della possibilità di utilizzo espressi da FEFPEB. Altri studi Danesi, valutano il legno idoneo, purché siano adottati buon senso e norme d’igiene.

Quindi, i taglieri in legno, se opportunamente valutati, trattati, mantenuti, lavati ed asciugati, non dovrebbero rappresentare un rischio per il consumatore.

Personalmente preferisco e consiglio un materiale plastico, ad esempio il più comune per la produzione di utensili per la ristorazione è il polietilene, poiché resiste molto bene all’abrasione e non assorbe acqua. Ma qui potremmo dire che “son gusti personali”.  Ovviamente, anche gli utensili in materiale plastico si rovinano e, quindi, hanno bisogno di una continua e corretta manutenzione. Ma ciò vale per ogni piano di lavoro: anche, quindi, per qualsiasi materiale a contatto con gli alimenti (marmo e acciaio compresi). Per finire, tornando al legno: se è assolutamente sconsigliabile in cucine e laboratori professionali, è tollerato quando viene impiegato come piatto di portata: ad esempio, per la pizza o per set di affettati o formaggi.  Se usi dei vassoi in legno per servire le tue preparazioni alimentari utilizza una carta adeguata per separare l’alimento dal legno (es. carta avana).


  • Taglieri e utensili: devono essere colorati?

Non sono obbligatori colori specifici in Italia, ma consiglio vivamente una colorazione adeguata, soprattutto per evitare la contaminazione crociata. I colori dei taglieri dovrebbero rispettare la seguente tabella:

Colore del tagliere Alimento
Marrone Verdure cotte
Verde Frutta e insalata
Bianco Latticini, pane
Rosso Carne cruda
Giallo Carne cotta
Blu Pesce

download (1)

  • Taglieri e utensili in legno: come pulirli correttamente?

Per la pulizia ordinaria, quando non si presentano particolari macchie potete lasciare il tagliere e gli utensili in ammollo per alcuni minuti in acqua calda ed una piccola quantità di detersivo idoneo, poi aiutandovi con una spugnetta strofinate delicatamente per rimuovere le tracce di unto, quindi risciacquate con acqua rigorosamente calda e lasciate prima gocciolare e infine asciugatelo con carta a gettare.

Almeno una volta ogni 15 giorni si consiglia di effettuare una pulizia più accurata, cospargendo sulla sua superficie bagnata, del sale grosso  e del succo di limone e strofinate energicamente andando così ad effettuare una sorta di esfoliazione superficiale del tagliere, poi risciacquate con cura e  asciugate come suggerito in precedenza.

L’utilizzo di questi materiali e le procedure per la loro sanificazione devono ovviamente essere descritte nel Manuale di Autocontrollo aziendale.

Per concludere quando sono presenti profonde fessurazioni è necessaria un’accurata levigatura! Utilizza carta abrasiva, prima grossa poi fina.


download (2)

Tutela la salute dei tuoi clienti e non rischiare di incorrere in gravose sanzioni. Spero di esserti stato utile e contattami se servono  ulteriori informazioni!

dott. Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE
SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI


Prima di stampare, pensa all’ambiente

© E’ vietata la riproduzione di ogni sua parte senza formale autorizzazione