NOTIFICA DI IMPRESA ALIMENTARE

Registrazione all’AAS

Le attività di somministrazione di alimenti e bevande devono registrarsi presso le Aziende per l’Assistenza Sanitaria (AAS). Tale obbligo, previsto dal Reg. CE 852/2004, viene soddisfatto contestualmente all’invio telematico della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al SUAP (Sportello Unico della Attività Produttive) presente in ogni Comune o alle strutture derivanti da Associazioni di Comuni (ad es. le Comunità Montane) o alle CCIAA in caso di delega Comunale. Si ricorda che la SCIA è un’autocertificazione da presentarsi in caso di apertura, trasferimento e ampliamento delle attività imprenditoriali (si veda i capitoli relativi alla normativa del settore e all’iter burocratico).

A seguito della notifica l’AAS. non rilascerà più alcuna autorizzazione sanitaria, nulla osta o parere per l’esercizio di una qualsivoglia attività nel settore alimentare, ma si limiterà alla semplice registrazione dell’impresa.

La notifica di impresa alimentare interessa molte attività, sia a carattere permanente che stagionale, per l’avvio delle quali è competente lo SUAP:

  1. negozi al dettaglio;
  2. attività di commercio in forma itinerante  e in aree di mercato;
  3. attività di somministrazione (bar, ristoranti, esercizi di trattenimento e spettacolo, circoli privati, etc);
  4. panificatori;
  5. strutture ricettive;
  6. imprenditori agricoli (produzione primaria);
  7. attività agrituristiche.

La notifica di impresa alimentare vale solo ai fini della registrazione dell’impresa alimentare, ma non sostituisce la SCIA.

Le norme comunitarie si applicano solo alle imprese, concetto che implica una certa continuità dell’attività ed un certo grado di organizzazione: chi svolge un’attività occasionalmente o su scala ridotta (fiera, festa, sagra…) non può essere considerato un’impresa alimentare e pertanto non è soggetto a notifica (cfr. “nota Direzione centrale Salute prot 2929 del 12/02/2010”).

aggiornato Marzo 2016

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dott. Carlo Lattanzio

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QUANDO EFFETTUARE GLI AGGIORNAMENTI AI CORSI DI FORMAZIONE OBBLIGATORI?

Aggiornamenti ai corsi di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08, ex 626/94) e igiene degli alimenti (Reg. 852/04/CE, L.R. 21/05)


Fra i vari adempimenti per la Sicurezza sul lavoro e l’Igiene degli alimenti, uno di primaria importanza è quello che riguarda la formazione obbligatoria.  Di seguito indichiamo perché e ogni quanto tempo è necessario ripetere la formazione:


Corso di formazione OSA8 e OSA3

La normativa regionale per il Friuli Venezia Giulia (L.R. n°21 del 18.08.2005 – Art.5) ed il Protocollo n°9916 / SPS-VETAL del 12.05.2008 fissano:

– la durata del corso rivolto al solo Operatore del Settore Alimentare  è di 8 ore, validità 5 anni;

– la durata del corso rivolto agli Addetti del Settore Alimentare  è di 3 ore, validità 2 anni.

Contattaci per avere maggiori informazioni sui corsi obbligatori erogati da noi, per essere sempre nel pieno rispetto della normativa vigente.


Corso di formazione RSPP – Datore di lavoro

L’Accordo Stato Regioni del 21-12-2011 prevede aggiornamento quinquennale, con durata variabile in base al rischio aziendale: 6 ore rischio basso, 10 ore rischio medio, 14 ore rischio alto;

Individuazione  decorrenza e scadenza dei termini per l’aggiornamento :

– Datori di lavoro RSPP esonerati ( ante 31/12/96 ) dalla frequenza dei corsi in base (all’art. 95 dell’ex D. Lgs. 626/94)  24 mesi per l’ultimazione degli aggiornamenti a partire dal 11/01/2012 (data di pubblicazione dell’Accordo) e quindi con scadenza 11/01/2014;

– Datori di Lavoro RSPP che hanno frequentato i corsi sulla base dell’art. 3 del D.M. 16 gennaio 1997 prima della data di pubblicazione dell’Accordo: il quinquennio decorre dalla pubblicazione dell’Accordo stesso e pertanto la scadenza avverrà il 11/01/2017.


Corso di formazione LAVORATORI 

L’Accordo Stato Regioni del 21-12-2011 prevede aggiornamenti quinquennali di 6 ore  per i lavoratori (indipendentemente dal rischio aziendale).


Corso di formazione Addetti  al PRIMO SOCCORSO

La legge prevede una cadenza minima triennale per almeno la parte pratica, 6 ore, infatti l’articolo 3 decreto 388 del 15 luglio 2003 riporta: “La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico. ” .


Corso di formazione Addetti ANTINCENDIO

Da un lato il D.M. 10 marzo 1998, che regolamenta i percorso formativi in materia di antincendio,non prevede un obbligo esplicito di aggiornamento periodico del corso antincendio.
D’altra parte il D.lgs. 81/2008, aggiornato al D.lgs. 106/2009, Art.37 recita: ”I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico.

La soluzione la troviamo nella Circolare del Min. Interni del 23-3-2011 che indica l’aggiornamento ogni tre anni, basso rischio 2 ore, medio rischio 5 ore e alto risschio 8 ore.


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dott.  Carlo Lattanzio

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LA SORVEGLIABILITA’ DEI LOCALI DI SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO 

Sorvegliabilità


I locali destinati a pubblici esercizi devono poter essere sottoposti a verifica da parte della forza pubblica, ai sensi della L. 287/91 e D.M. 12-12-1992 N 564 (criteri di sorvegliabilità).

L’art. 3, comma 1, della legge 25 agosto 1991, n. 287 stabilisce che ai fini del rilascio dell’autorizzazione all’apertura o ampliamento della superficie o al trasferimento di sede degli esercizi della somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande “il Sindaco accerta la conformità del locale ai criteri stabiliti con decreto del Ministero dell’Interno”, cioè “accerta l’adeguata sorvegliabilità dei locali” destinati a pubblico esercizio della somministrazione.
In adempimento di quest’ultima prescrizione il Ministro dell’Interno ha emanato il D.M. 17 dicembre 1992 n. 564 nel quale sono contenuti i criteri di sorvegliabilità (esterna ed interna) dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.
Per sorvegliabilità dei locali deve intendersi la possibilità per gli organi di polizia di poter controllare, dall’esterno dei locali, le vie d’accesso o di uscita da essi ed anche il movimento di persone e di cose che viene realizzato all’interno del locale. Allo scopo di evitare che persone ed eventuali attività poco lecite possano essere trasferite dai locali del pubblico esercizio, in altri locali laterali, sottostanti o sovrastanti a quelli del pubblico esercizio e di questo non facenti parte. E’ quindi chiaro che i locali all’interno dell’esercizio non devono essere intercomunicanti con abitazioni o con altri locali destinati a diverse attività.

 

  • Sorvegliabilità Esterna
    • I locali e le aree devono avere caratteristiche costruttive tali da non impedire la sorvegliabilità delle vie di accesso o di uscita;
    • Le porte e gli altri ingressi devono consentire l’accesso diretto dalla strada o da altro luogo pubblico e non possono essere utilizzati per l’accesso di abitazioni private;
    • In caso di locali parzialmente interrati gli accessi devono essere integralmente visibili dalla strada o da altro luogo pubblico;
    • In caso di locali posti ai piani superiori possono essere imposte altre determinate prescrizioni.
  • Sorvegliabilità Interna
    • Le porte interne, ad esclusione dei servizi igienici e dei vani non aperti al pubblico, non possono essere chiuse a chiave o con altri sistemi di chiusura che non consentono un immediato accesso;
    • Gli eventuali locali interni non aperti al pubblico devono essere comunicati al momento della richiesta di rilascio dell’autorizzazione;
    • Negli eventuali locali interni non aperti al pubblico deve sempre essere consentito l’accesso agli ufficiali e agli agenti di pubblica sicurezza;
    • Deve essere osservata mediante targhe o altre indicazioni l’identificabilità degli accessi ai vani interni dell’esercizio e delle vie di uscita;
    • Inoltre, nessun impedimento deve frapporsi all’ingresso o uscita del locale durante l’orario di apertura e le porte di accesso devono sempre consentire l’apertura dall’esterno.
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Se sei in difficoltà contattami, senza alcun impegno, faremo insieme una valutazione delle tue necessità.

buona navigazione!

 

dott.  Carlo Lattanzio

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SISTRI PER TUTTI

Novità SISTRI entrata in vigore

L’entrata in vigore del SISTRI avverrà in modo graduale e progressivo; ciò consentirà agli operatori di verificare i dati inseriti all’interno del sistema ed aggiornare i software di utilizzo, e al Ministero di introdurre le semplificazioni già segnalate dalle associazioni di categoria e successivamente quelle che si renderanno necessarie sulla base della verifica di funzionamento del Sistri.

In particolare, per l’entrata in operatività del Sistri, sono previsti i seguenti due momenti:

dal 30 aprile al 30 settembre 2013 i produttori di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti e gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi, cioè le imprese più grandi e meglio organizzate, sono tenute ad “allineare” i dati e le informazioni già inserite a sistema In questo periodo potranno essere introdotte modifiche e semplificazioni necessarie per il migliore funzionamento del sistema e per la riduzione degli oneri amministrativi ed organizzativi a carico delle imprese.
Per queste imprese il sistema sarà pienamente operativo a partire dal 1° ottobre 2013.
per gli altri operatori il periodo di “allineamento” è compreso tra il 1 ottobre 2013 ed il 2 marzo 2014. Anche in questo periodo potranno essere introdotte modifiche e semplificazioni necessarie per il migliore funzionamento del sistema e per la riduzione degli oneri amministrativi ed organizzativi a carico delle imprese.

A partire dal 3 marzo 2014 il sistema sarà pienamente operativo.
Inoltre, in considerazione dell’esigenza di aggiornare i costi di funzionamento e di conseguenza gli oneri per le imprese, il decreto dispone la sospensione del pagamento dei contributi per l’anno in corso.
Il ministro, relativamente alla congruità del contratto con la Selex, ha avviato un processo di revisione dei valori economici, a vantaggio dei costi sostenuti dalle imprese che useranno il servizio.

Rinnovo alla SIAE abbonamenti per musica d’ambiente Pagamento prorogato al 10 marzo

SIAE – Rinnovo abbonamenti per musica d’ambiente prorogato al 10 marzo

C’è ancora qualche giorno di tempo per mettersi in regola con la SIAE! Su richiesta di molte associazioni di categoria (FIPE, CNA, ecc.), è stato prorogato al 10 marzo 2013  il termine per il rinnovo degli abbonamenti ( il diritto d’autore ) dovuto per musica d’ambiente. Inizialmente il termine era fissato al 28 Febbraio.
Lieta notizia! Anche se con qualche ritardo. Tutto ciò senza applicazione di penali.
Rammentiamo che le aziende interessate a tale adempimento sono tutte quelle che fanno uso di musica nello svolgimento della propria attività:
  • Musica d’Ambiente (pubblici esercizi, campeggi, alberghi, ristoranti, bar, villaggi turistici, ecc. anche attese telefoniche);
  • Trattenimenti musicali senza ballo (Concerti, spettacoli e simili);
  • Trattenimenti danzanti (dalle sale da ballo alle sagre di paese);
  • Centri fitness, palestre, ecc.;
  • Automezzi pubblici (trasporto persone).

 

Dott. Lattanzio Carlo

WI-FI libero negli Pubblici Esercizi

WI-FI libero negli Pubblici Esercizi

L’Autorità garante della Protezione dei dati personali ha confermato che gli esercenti pubblici possono mettere liberamente a disposizione degli utenti la connessione wi-fi (ed eventualmente Pc e simili, nonchè terminali di qualsiasi tipo).

I gestori dei locali saranno sollevati da qualsiasi responsabilità rispetto alla navigazione in Internet da parte dei loro clienti e, nel caso volessero entrare in possesso di informazioni più dettagliate riguardo all’uso della rete stessa, dovranno richiedere al consumatore di firmare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.
Attenzione che gli esercenti che  dispongono di strumenti per il monitoraggio e l’archiviazione dei dati, se vogliono continuare ad utilizzare tali sistemi in maniera legittima, sono tenuti a rendere informati i propri avventori dell’utilizzo che viene fatto dei dati monitorati, attraverso la sottoscrizione da parte loro del consenso al trattamento degli stessi di cui all’art. 13 del Codice (in assenza della quale c’è la previsione di una sanzione amministrativa nella misura compresa fra i 6.000 e i 36.000 euro).

Altrimenti possono eliminarli, senza il rischio di alcuna responsabilità, rendendo così realmente libero il servizio di wi-fi offerto.

15/02/13

Dott. Lattanzio Carlo

COS’E’ IL SISTRI?

SPIEGAZIONE DEL SISTRI

 

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.

Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità.

La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo.

 

È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.

Nell’ottica di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, viene pienamente ricondotto nel SISTRI il trasporto intermodale e posta particolare enfasi alla fase finale di smaltimento dei rifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche.

Il SISTRI costituisce, quindi, strumento ottimale di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali.

Con il SISTRI lo Stato intende dare, inoltre, un segnale forte di cambiamento nel modo di gestire il sistema informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali. Da un sistema cartaceo – imperniato sui tre documenti costituiti dal Formulario di identificazione dei rifiuti, Registro di carico e scarico, Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) – si passa a soluzioni tecnologiche avanzate in grado, da un lato, di semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e, dall’altro, di gestire in modo innovativo e più efficiente, e in tempo reale, un processo complesso e variegato che comprende tutta la filiera dei rifiuti, con garanzie di maggiore trasparenza e conoscenza.

L’iniziativa si inserisce così anche nell’ambito dell’azione di politica economica che da tempo lo Stato e le Regioni stanno portando avanti nel campo della semplificazione normativa, dell’efficientamento della Pubblica Amministrazione e della riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle imprese.

I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione.

Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole.

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Dott. Lattanzio Carlo

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UDINE

 

cellulare: 342/7870336

indirizzo e-mail: carlo.lattanzio.ud@gmail.com

 

 

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Addetti Antincendio

Addetti Antincendio

 

Le statistiche riferiscono di come la prima causa di incendio all’interno dei luoghi di lavoro sia da imputare all’errore umano. Da questo dato si coglie subito l’importanza di una corretta formazione del personale lavoratore in merito alle misure e alle condotte da adottare tanto per prevenire l’insorgenza di un incendio quanto per fronteggiarlo in caso di necessità.
Ogni azienda italiana secondo la normativa di legge deve annoverare in organico un addetto antincendio. Una persona adeguatamente formata da adeguato corso antincendio che avrà il compito di prevenire gli incendi, monitorare le misure di emergenza, e reagire nella nascita improvvisa di un focolaio. In ogni azienda la formazione antincendio è obbligatoria , prevista e voluta dalla normativa italiana, come elemento fondamentale per la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute dei lavoratori.

 

  • Chi è l’Addetto alla lotta antincendio e da chi viene nominato?

Dipendente (lavoratore) o titolare dell’azienda (Datore di Lavoro) che fornisce il proprio contributo in caso di emergenze.
Il dipendente non può rifiutare la nomina se non per giustificato motivo (impossibilità fisica).
I destinatari del corso Addetti Antincendio quindi sono:
Lavoratori o Datore di Lavoro obbligatoriamente incaricati all’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze nelle attività a rischio di incendio medio ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e D.M. 10 marzo 1998.

 

  • Quanti Addetti Antincendio devo avere? C’e’ una legge che lo regola?

Il D.Lgs 81/08 non spiega esattamente quanti addetti devono essere nominati, ma ai fini delle designazioni il Datore di Lavoro deve tener conto delle dimensioni dell’azienda, dei rischi specifici, dell’organizzazione del lavoro (turni, squadre ecc.) e designa quanti addetti ritiene necessari ad avere una copertura adeguata in caso di necessità. Importante: deve essere sempre presente in ogni unità produttiva negli orari lavorativi, per ogni turno e squadra di lavoro.
Indicativamente, sempre tenendo conto che dev’essere sempre presente,  in un’azienda ci devono essere :
– Fino a 3 occupati: 1 addetto, con la condizione che sia un soggetto sempre presente nelle fasi lavorative.
– Da 3 a 10 occupati: almeno 2 addetti
– Da 10 a 20 occupati: almeno 3 addetti
– Da 20 a 30 occupati: almeno 4 addetti
– Da 30 a 40 occupati: almeno 5 addetti
– Da 40 a 50 occupati: almeno 6 addetti

 

  • Quali corsi deve frequentare l’Addetto Antincendio?

Frequenta apposito corso di formazione ai sensi del Decreto del Ministero degli Interni di 4, 8 o 16 ore (in funzione del rischio incendio).
Gli addetti antincendio nelle aziende devono essere formati con istruzione teorica e pratica per l’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza, secondo i “contenuti minimi” previsti dall’Allegato IX del Decreto Ministeriale 10 marzo 1998.
I corsi antincendio saranno basati su argomenti come:  principi della combustione e i processi di sviluppo di un incendio,  tecniche di estinzione in funzione delle tipologie di fuoco (sostanze estinguenti specifiche). Dal punto di vista pratico si studierà il corretto utilizzo degli estintori, degli idranti, delle manichette e delle lance imparando, attraverso il piano di emergenza, a porre in essere tutte le misure di comportamento idonee a ridurre i danni a cose o persone.

 

  • Come faccio a classificare il rischio incendio?

Per capire se la vostra azienda è ad alto, medio o a basso rischio di incendio dovrete, come previsto dalla legge, provvedere alla valutazione dei rischi dove sarà specificato il rischio presente nella vostra aziende e luoghi di lavoro.
Citando la normativa:
– Luogo di lavoro a rischio basso:
Si intendono a rischio di incendio basso i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.
– Luogo di lavoro a rischio medio:
Si intende luogo di lavoro a rischio di incendio medio i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.
– Luogo di lavoro a rischio di incendio elevato:
Si intendono a rischio di incendio elevato i luoghi di lavoro parte di essi, in cui per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio.

 

  • Ogni quanto devo aggiornare il corso antincendio?

Il Decreto Legislativo non specifica ogni quanto va ripetuto.
Il D.Lgs. 81/08 all’art. 37, comma 9, prevede un aggiornamento periodico per gli addetti antincendio, ma il D.M. 10 Marzo 1998, decreto di riferimento per quanto concerne la prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, non fa menzione di corsi di aggiornamento. Al fine di chiarire la situazione, il dipartimento dei Vigili del Fuoco ha emanato una circolare (Circolare del 23 Febbraio 2011) in cui descrive il programma, i contenuti e la durata dei corsi di aggiornamento, senza però indicare la periodicità. Il consiglio è di “associarlo” (anche per ragioni organizzative) alla scadenza TRIENNALE della formazione degli addetti primo soccorso prevista per legge.

Sanzioni:
Per le aziende che non nominano l’addetto antincendio, in caso di controllo, possono incorrere in una sanzione da € 750 a € 4.000 (artt. 18, comma 1, lettera b) e 43, comma 1, lettera b)).

 

  • Per le normative antincendio devo segnalare le vie di fuga e le uscite di emergenza?

Si, con appositi cartelli, segnaletica e lampade di emergenza.

 

  • Che estintori e quali devo avere come minimo?

L’estintore a polvere, indicativamente ogni 50mq, ed uno a CO2 per il quadro elettrico.

 

  • Il Piano di emergenza ed esercitazione antincendio sono obbligatori?

Nelle attività con più di 10 dipendenti è obbligatorio mettere a punto un piano di emergenza ed effettuare una volta l’anno un’ esercitazione antincendio durante la quale si simula una situazione di emergenza, facendo intervenire tutti gli addetti individuati.

 

Note Informative:
Il Decreto Ministeriale stabilisce che nelle grandi aziende almeno una volta all’anno i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento.
Nei luoghi di piccole dimensioni tali esercitazioni devono essere fatte solo per: percorrere le vie di uscita, identificare le porte resistenti al fuoco, identificare la posizione dei dispositivi di allarme ed identificare l’ubicazione delle attrezzature di spegnimento.

 

Sono in grado non solo di offrire una consulenza completa sulla Vostra Sicurezza aziendale ma anche soluzioni efficaci, nonché la formazione degli Addetti Antincendio, sia in aula che presso la sede del Cliente, che consentono di ottenere attestati legalmente riconosciuti e validi a tutti gli effetti.

Contattami, senza alcun impegno, per una consulenza gratuita o un preventivo gratuito.

dott.  Carlo Lattanzio

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